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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Le origini di Norbello

L’antichità delle origini di Norbello (fino all’Ottocento chiamato Norghiddo) e di Domusnovas Canales sono riccamente testimoniate dai numerosissimi e importanti monumenti archeologici, il cui orizzonte cronologico prende avvio da fasi neolitiche, bene attestate dagli esiti di due villaggi (Sorralia e S. Maria della Mercede) e da quattro piccole necropoli a domos de janas. Fra queste eccelle quella di Sunu Marras o Livrandinu, immersa in un ambiente silvestre “misterioso”.

Dall’Eneolitico all’Età del Bronzo, il territorio fu costellato da oltre trenta nuraghes, dei quali abbiamo 28 testimonianze. Tra i quattro nuraghes a bastione, il Sirboniga - ancora ben alto per ampia parte del perimetro, esprime una singolare monumentalità megalitica e il fascino del mistero ancora in esso racchiuso; il Suei, segnalato nella letteratura fin dalla fine dell’Ottocento e ancora ben visitabile, testimonia di una particolare tipologia di edifici arcaici.

Fra i nuraghes circolari, a sviluppo verticale, sono ben conservati il Ruiu e il Perdu Cossu: quest’ultimo unico per le sue specificità architettoniche.

Fra le undici tombe di giganti, ascrivibili dalle fasi arcaiche del nuragico a quelle più evolute, sono ben fruibili le due di Perdu Cossu con la prossima di Tanca Suei. Particolarmente interessanti scientificamente per le strutture composite, con elementi arcaici e sovrapposizioni evolute (parti di stele centinata e conci lavorati con tecniche isodome), sono anch’esse meta anche di appassionati cultori della radioestesia, che ritengono di trarre vantaggi salutari nell’esporsi al magnetismo benefico sprigionato - secondo questa “scuola di pensiero” - proprio nel loro ingresso.

Nel territorio si segnalano sei fonti sacre e fra esse è di particolare interesse quella di Ampridorzos.
Straordinariamente importanti per la ricerca archeologica, sono i ben 17 siti che restituiscono urne cinerarie (una particolarissima sepoltura praticata tra il periodo punico e quello romano). Questi singolari, piccoli monumenti - diffusi solo in poche aree della Sardegna -, non sono stati ancora adeguatamente studiati, e questi di Norbello e Domusnovas Canales hanno caratteristiche peculiari.
Nel territorio si segnalano ancora sette piccoli dolmens (ascrivibili dal Tardo Antico all’epoca vandala) e tracce di ben 23 villaggi di ogni epoca, dal Neolitico al Medioevo, con una quantità di manufatti, diversamente distribuiti, a testimonianza.

Speciale, nella sua singolare composizione e per interesse scientifico, è il monumento circolare di Sa Codina ‘e S’Ispreddosu: un nuraghe avviato e mai concluso, successivamente adibito a luogo di culto, nell’Età del Ferro.

Infine, attiguo alla Biblioteca comunale è un interessantissimo antiquarium, dove sono raccolti molti reperti provenienti dal territorio e dagli scavi archeologici praticati a Sorralia (Neolitico), Suei, Perdu Cossu (Età del Bronzo), Santa Maria della Mercede (dal Neolitico al Medioevo) e Orconale (luogo di culto del’Età del Ferro).

Testo di Giacobbe Manca


Riferimenti bibliografici
  1. Un ampio racconto della vita di Norbello, dalle origini fino alla socialità dei giorni attuali, è nel volume “Norbello e Domusnovas Canales, appunti di vita comunitaria, di G. Manca, A. Pinna, F. Parascandalo, M. Marras, 2004, edito dal Comune di Norbello.
  2. La storia di Norbello, il paesaggio, i monumenti e vicende sociali, feste e in particolare i riti attorno a Sa Tuva, sono narrati nel film documentario Da Norghiddo a Norbello, per la regia di Ignazio Figus, testi e narrazione di Giacobbe Manca, edito nel 2006 dall’Amministrazione Comunale di Norbello.
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